STORIA DELLA MIA FAMIGLIA
Mio trisnonno Giacinto, dopo avere fatto fortuna a Venezia nel commercio, venne a Polcenigo e acquistò nel 1900 il più bel palazzo del paese, che lasciò al figlio Giusuè, il primogenito, mentre a mio bisnonno Domenico lasciò le dependance del castello dei conti di Polcenigo e altri beni.

Il bisnonno Domenico, commerciante come il trisnonno, amministrava i propri beni e aveva un emporio in paese. Domenico morì giovane e il marito di sua figlia, mio nonno Galiano, acquistò per se e la nonna Norma la casa in via San Rocco, che sino agli anni venti era stata un albergo, l’albergo Corona, dove molti turisti venivano a passare le vacanze estive.

Il nonno Galiano, già direttore di banca in giovane età, ebbe un tracollo finanziario dal quale non si riprese più e dovette vendere la casa. Per cercare di risollevare le sorti della famiglia partì per l’Africa, lasciando la nonna Norma con due figli piccoli da crescere (di cui uno è mio padre). Nel frattempo con la nonna Norma era venuta a vivere mia zia Jolanda, che aveva lavorato per molti anni in Egitto come governante.

La nonna Norma, che non aveva mai lavorato, anche se si era diplomata maestra a Firenze, dove aveva studiato in collegio, e che era stata abituata a vivere nell’agiatezza, si rimboccò le maniche e cominciò a mettere a frutto il suo diploma facendo il concorso e cominciando ad insegnare. La nonna Norma con l’aiuto della zia Jolanda allevò i suoi due figli e li fece studiare, mio padre divenne medico cardiologo e mio zio funzionario dello Stato.

La nonna Norma riuscì inoltre, a prezzo di molti sacrifici, a ricomperare la casa di via San Rocco negli anni 50 e la intestò ai suoi due figli, mio padre e mio zio. Mio padre, dopo aver comperato la metà dello zio, ha lasciato a me questa casa; io la tratto con rispetto e con affetto perché so quanti sacrifici e quanta determinazione c’è dentro ad ogni pietra; io ho deciso di condividerla con voi provando a trasmettere uno stile di vita.